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32 of 72 opportunities

BandoSportello aperto

Bando Innovazione strategica moda

Cos'è Il Bando Innovazione strategica moda è un programma della Regione Toscana finanziato con fondi FESR 2021-2027 (Azione 1.1.3 e 1.3.2.1) volto a sostenere le imprese del settore moda nel potenziamento dei processi di trasformazione tecnologica e nell'incremento della produttività. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e contributi in conto capitale, erogati anche come voucher per l'acquisizione di investimenti produttivi e servizi per l'innovazione di processo e organizzativa. A chi si rivolge Il bando è destinato alle MPMI (micro, piccole e medie imprese) in forma singola o aggregata (Consorzi e Reti Soggetto) operanti nel settore Moda secondo i codici ATECO elencati nell'Allegato 1/I. Le imprese devono essere localizzate nel territorio della Regione Toscana e possedere uno dei codici ATECO individuato come primario alla data di presentazione della domanda. Come funziona L'importo totale dell'intervento ammissibile varia da un minimo di 200.000 euro a un massimo di 1.500.000 euro per progetto. Singole spese devono avere un valore minimo di 700 euro. I progetti devono concludersi entro 12 mesi dal termine iniziale (prorogabili di massimo 3 mesi per motivi non imputabili al beneficiario). L'agevolazione è concessa ai sensi del GBER (Regolamento UE 651/2014) per gli investimenti in innovazione e del regime "de minimis" (Regolamento UE 2023/2831) per gli investimenti produttivi. Come presentare la domanda Le domande devono essere presentate esclusivamente per via telematica tramite il Sistema Fondi Toscana (SFT) all'indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it. Le domande devono essere redatte in lingua italiana e firmate digitalmente dal titolare o rappresentante legale utilizzando SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Le domande sono soggette al versamento dell'imposta di bollo. Per assistenza contattare innovazionemoda@sviluppo.toscana.it (contenuti) o supportoinnovazionemoda@sviluppo.toscana.it (supporto informatico). A chi si rivolge MPMI in forma singola o aggregata (Consorzi e Reti Soggetto) operanti nel settore Moda secondo i codici ATECO Istat 2025 elencati in Allegato 1/I, localizzate nel territorio della Regione Toscana. I requisiti di ammissibilità devono essere in capo ai singoli soggetti, con il possesso del codice ATECO primario alla data di presentazione della domanda. Come presentare la domanda Le domande devono essere presentate esclusivamente per via telematica tramite il Sistema Fondi Toscana (SFT) all'indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it, redatte in lingua italiana e firmate digitalmente dal titolare o rappresentante legale utilizzando SPID, CIE o CNS. Ogni domanda è soggetta al versamento dell'imposta di bollo. Per assistenza sui contenuti contattare innovazionemoda@sviluppo.toscana.it; per supporto informatico contattare supportoinnovazionemoda@sviluppo.toscana.it.

  • Sostegno a MPMI del settore moda con contributi fino a 1.500.000 euro per progetti di innovazione tecnologica e investimenti produttivi
  • Agevolazioni in forma di sovvenzioni a fondo perduto e contributi in conto capitale, erogabili anche come voucher
  • Procedura a sportello con valutazione in ordine cronologico fino a esaurimento risorse disponibili (dotazione iniziale €11.651.262,64)
200.000 € – 1.500.000 €fashion
BandoSportello aperto

Bando Innovazione strategica STEP

Cos'è La Regione Toscana sostiene la competitività del sistema produttivo regionale e rafforza l'autonomia strategica in ambiti tecnologici chiave attraverso il Bando Innovazione strategica STEP, attuato nel Programma Regionale Toscana FESR 2021-2027 (Azioni 1.6.1 e 1.6.4). L'intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e contributi in conto capitale, erogati anche nella forma di voucher, per promuovere investimenti ad alto contenuto innovativo nei settori individuati dal Regolamento (UE) 795/2024 "STEP". A chi si rivolge Sono destinatari le PMI (in forma singola o aggregata), inclusi i professionisti. Sono ammesse anche le Grandi Imprese (GI) alle condizioni previste dagli articoli 142 e 293 del Regolamento (UE) N. 651/2014. I soggetti devono operare nei settori ammissibili secondo la delibera di G.R. 704/2025 e localizzarsi nel territorio della Regione Toscana. Per le GI localizzate in aree 107.3(c), l'intensità dell'aiuto è pari al 10% per l'area di Pisa e al 15% per le altre aree. Le GI sono ammissibili per investimenti in innovazione dei processi solo se collaborano effettivamente con PMI, le quali devono sostenere almeno il 30% dei costi ammissibili, con intensità di aiuto non superiore al 15%. Come funziona L'intervento intende favorire e sostenere lo sviluppo, la produzione o la fabbricazione di tecnologie critiche, nonché salvaguardare e rafforzare le rispettive catene del valore. Il progetto di innovazione strategica STEP deve prevedere investimenti non inferiore a 300.000,00 Euro e non superiore a 3.000.000,00 Euro, con durata complessiva di 12 mesi successivi alla data di concessione. Le spese ammissibili includono investimenti in innovazione e produttivi, dettagliate nell'Allegato 1/A "Criteri di ammissibilità delle spese e modalità di rendicontazione". Come presentare la domanda La domanda di agevolazione, redatta in lingua italiana, deve essere presentata esclusivamente per via telematica sul sistema informativo "Sistema Fondi Toscana" (SFT) disponibile all'indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it/, a partire dalle ore 10:00 del 30/03/2026 e fino ad esaurimento delle risorse. Al raggiungimento della dotazione disponibile, sarà pubblicato un avviso sul portale con indicazione del termine ultimo di raccolta. Le domande sono soggette al versamento dell'imposta di bollo salve disposizioni di legge che prevedono l'esenzione. A chi si rivolge Sono destinatari le PMI (in forma singola o aggregata), inclusi i professionisti, e le Grandi Imprese alle condizioni previste dagli articoli 142 e 293 del Regolamento (UE) N. 651/2014. I soggetti devono operare nei settori ammissibili secondo delibera di G.R. 704/2025 e localizzarsi nel territorio della Regione Toscana. Come presentare la domanda La domanda di agevolazione, redatta in lingua italiana, deve essere presentata esclusivamente per via telematica sul Sistema Fondi Toscana (SFT) all'indirizzo https://sft.sviluppo.toscana.it/, a partire dalle ore 10:00 del 30/03/2026 e fino ad esaurimento delle risorse. Al raggiungimento della dotazione disponibile sarà pubblicato un avviso con termine ultimo di raccolta di almeno 5 giorni lavorativi.

  • Sovvenzioni a fondo perduto per investimenti in tecnologie STEP critiche in Toscana
  • Investimento tra 300.000€ e 3.000.000€ per PMI e Grandi Imprese
  • Procedura a sportello con valutazione cronologica fino ad esaurimento risorse (27 milioni €)
300.000 € – 3.000.000 €deep tech
BandoSportello aperto

Basket Bond Lazio – Contributo sui costi di emissione sostenuti dalle Pmi ammissibili

Cos'è Il contributo a fondo perduto è finalizzato ad ampliare la platea potenziale delle PMI emittenti, riducendo l'incidenza dei costi fissi connessi all'emissione di obbligazioni (Minibond) e rendendo più conveniente l'emissione anche per tagli più modesti, adatti ad imprese di minori dimensioni. Il contributo copre in parte alcuni costi di emissione di Minibond che le PMI devono affrontare per partecipare all'operazione Basket Bond Lazio garantita dal Fondo di Garanzia Minibond costituito con le risorse del Programma Regionale FESR 2021-2027. A chi si rivolge Beneficiari sono le PMI che hanno presentato la manifestazione di interesse all'operazione Basket Bond Lazio e superato la fase di ammissibilità formale, hanno una sede operativa nel Lazio risultante dal Registro delle Imprese, e si trovano in uno dei due casi: aver emesso il Minibond nel contesto dell'operazione oppure aver ricevuto il diniego all'ammissione al portafoglio da parte degli Investitori pur avendo superato l'ammissibilità formale. Devono rispettare i requisiti di ammissibilità generale indicati nell'Avviso. Come funziona Il contributo è a fondo perduto, calcolato nella misura massima del 50% dei costi ammessi ed effettivamente sostenuti alla data di presentazione della domanda. Sono ammissibili: a) il costo della commissione all'Arranger (2,74% dell'importo del Minibond emesso); b) il costo per il primo Rating di credito ECAI pari o superiore a BB- (scala S&P equivalente), solo se l'impresa non dispone già di altri rating validi; c) il costo per la prima certificazione del bilancio (massimo 7.500 euro). I costi b e c sono riconosciuti se gli impegni giuridicamente vincolanti sono assunti tra la data di pubblicazione dell'Invito e la data di emissione del Minibond o di comunicazione del diniego. Come presentare la domanda Le domande devono essere inviate on-line tramite la piattaforma GeCoWEB Plus dalle ore 12.00 del 23 gennaio 2024. Il procedimento è a sportello e le domande sono avviate a istruttoria in ordine cronologico di presentazione. Le domande devono essere presentate entro 90 giorni dalla data di emissione del Minibond o di comunicazione del diniego da parte degli Investitori. L'esame istruttorio di ammissibilità è effettuato da Lazio Innova. L'erogazione avviene di norma in un'unica soluzione; il beneficiario deve presentare richiesta di erogazione entro 30 giorni dalla firma dell'Atto di Impegno. A chi si rivolge PMI con sede operativa nel Lazio che hanno presentato manifestazione di interesse all'operazione Basket Bond Lazio e superato l'ammissibilità formale, avendo emesso Minibond nell'operazione oppure ricevuto diniego all'ammissione al portafoglio dagli Investitori pur avendo superato l'ammissibilità formale. Come presentare la domanda Le domande devono essere inviate on-line tramite la piattaforma GeCoWEB Plus dalle ore 12.00 del 23 gennaio 2024. Le domande sono presentate entro 90 giorni dalla data di emissione del Minibond o di comunicazione del diniego da parte degli Investitori. L'esame istruttorio di ammissibilità è effettuato da Lazio Innova che verifica la correttezza e completezza della richiesta. Il beneficiario deve presentare richiesta di erogazione tramite GeCoWEB Plus entro 30 giorni dalla firma dell'Atto di Impegno.

  • Contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi ammessi di emissione Minibond
  • Massimo 7.500 euro per costi di prima certificazione bilancio
  • Procedimento a sportello, valutazione in ordine cronologico di presentazione
BandoSportello aperto

Beni strumentali - Nuova Sabatini

Cos'è La misura Beni strumentali ("Nuova Sabatini") è l'agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l'obiettivo di facilitare l'accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. L'agevolazione sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. La misura Beni strumentali ("Nuova Sabatini Capitalizzazione") ha l'obiettivo di incentivare i processi di capitalizzazione delle PMI che intendono realizzare un programma di investimento in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. A chi si rivolge Possono beneficiare dell'agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca; sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria; non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato gli aiuti illegali dalla Commissione Europea; non si trovano in condizioni di imprese in difficoltà; abbiano sede legale o una unità locale in Italia. L'agevolazione Beni strumentali ("Nuova Sabatini Capitalizzazione") è rivolta alle PMI costituite in forma di società di capitali, impegnate in un processo di capitalizzazione, senza amministratori o soci condannati per reati specifici. Cosa finanzia I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali, nonché a software e tecnologie digitali. Non sono ammissibili spese relative a terreni, fabbricati, beni usati o rigenerati. Gli investimenti devono soddisfare l'autonomia funzionale dei beni e la correlazione all'attività produttiva svolta dall'impresa. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative. Come funziona La PMI presenta alla banca o all'intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti. La banca verifica la regolarità e trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse. Previa conferma della disponibilità, la banca concede il finanziamento. Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo. La PMI, ad investimento ultimato e previo pagamento a saldo, compila la richiesta di erogazione del contributo (modulo RU) sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it. Il contributo è generalmente erogato in quote annuali entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell'investimento. A chi si rivolge Possono beneficiare le micro, piccole e medie imprese (PMI) regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, in pieno esercizio dei propri diritti, non in liquidazione o procedure concorsuali liquidatorie, non destinatarie di aiuti illegali non rimborsati, non in difficoltà, con sede legale o unità locale in Italia. Per la Capitalizzazione è richiesta la forma di società di capitali e impegno in processo di capitalizzazione. Come presentare la domanda La PMI compila una domanda di contributo sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it e la presenta alla banca o intermediario finanziario insieme alla richiesta di finanziamento. La banca verifica la documentazione e trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse. Dopo la conferma ministeriale, la banca stipula il contratto di finanziamento ed eroga il finanziamento entro trenta giorni dalla consegna del bene. La PMI, ad investimento ultimato, compila il modulo RU sulla piattaforma e trasmette la richiesta di erogazione del contributo.

  • Finanziamenti da €20.000 a €4 milioni per PMI che investono in macchinari, attrezzature e tecnologie digitali
  • Contributo ministeriale pari agli interessi su finanziamento quinquennale (2,75%-5% a seconda del tipo di investimento e dimensione impresa)
  • Sportello sempre aperto con risorse disponibili: €1,49 miliardi per Nuova Sabatini e €77,7 milioni per Capitalizzazione
20.000 € – 4.000.000 €
BandoSportello aperto

Beni Strumentali - Nuova Sabatini

Cos'è La misura Beni strumentali ("Nuova Sabatini") è l'agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l'obiettivo di facilitare l'accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. A chi si rivolge Possono beneficiare dell'agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda: sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca; sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali; non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà; sono residenti in un Paese estero purché provvedano all'apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l'ultimazione dell'investimento. Sono ammesse le PMI di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione del settore inerente alle attività finanziarie e assicurative. Cosa prevede La misura prevede la concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti alle PMI per sostenere gli investimenti, nonché di un contributo da parte del Ministero rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti. Il contributo è un contributo in conto impianti il cui ammontare è determinato come il valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all'investimento, ad un tasso d'interesse annuo pari al 2,75% per investimenti ordinari, 3,575% per investimenti 4.0, e 3,575% per investimenti green. I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per "impianti e macchinari", "attrezzature industriali e commerciali" e "altri beni", nonché a software e tecnologie digitali. Non sono ammissibili spese relative a terreni, fabbricati, beni usati o rigenerati. Gli investimenti devono avere autonomia funzionale dei beni e correlazione all'attività produttiva svolta dall'impresa. A chi si rivolge Micro, piccole e medie imprese (PMI) regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, nel pieno esercizio dei diritti, non in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, non in difficoltà, non destinatarie di aiuti illegali, residenti in Italia o estero (con apertura sede operativa in Italia entro l'ultimazione dell'investimento). Tutti i settori produttivi ammessi inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative. Come presentare la domanda Le domande di agevolazione sono presentate attraverso la piattaforma digitale https://benistrumentali.dgiai.gov.it dal 1° gennaio 2023. La presentazione avviene tramite le banche e gli intermediari finanziari aderenti all'Addendum alla convenzione tra il Ministero, l'Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A.

  • Contributo in conto impianti calcolato su interessi convenzionali a 5 anni (2,75% ordinari, 3,575% green e 4.0)
  • Investimenti da €20.000 a €4.000.000 per acquisto/leasing di macchinari, attrezzature, software e tecnologie digitali
  • Rivolto a PMI di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, eccetto finanza e assicurazioni
20.000 € – 4.000.000 €digitalizationgreen transition
BandoSportello aperto

Contratti di sviluppo

Cos'è Il Contratto di sviluppo è il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici e innovativi di grandi dimensioni. Operativo dal 2011, finanzia programmi di sviluppo industriali (compresi quelli riguardanti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), programmi per la tutela ambientale, e programmi di sviluppo di attività turistiche. Nell'ambito di questi programmi, lo strumento può inoltre finanziare programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali. L'importo complessivo delle spese ammissibili non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, oppure a 7,5 milioni per programmi esclusivamente di trasformazione e commercializzazione agricola o turistici in aree interne. A chi si rivolge I programmi possono essere realizzati da una o più imprese (italiane o estere, di qualsiasi dimensione) anche in forma congiunta mediante contratti di rete. Il programma deve essere presentato da un soggetto proponente responsabile della coerenza tecnica ed economica, con spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per programmi industriali/ambientali, 3 milioni per trasformazione agricola, o 3-5 milioni per programmi turistici a seconda della localizzazione. Le imprese aderenti devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro. Come funziona Le istanze di accesso devono essere presentate a Invitalia secondo modalità e modelli indicati nel suo sito web. L'Agenzia procede all'istruttoria nel rispetto dell'ordine cronologico, tenuto conto delle risorse disponibili. Per i programmi di sviluppo industriale e turistico, Invitalia verifica la sussistenza di almeno due dei requisiti previsti (impatto occupazionale, sviluppo di filiere, rafforzamento sui mercati esteri, contributo tecnologico, impatto ambientale, recupero strutture dismesse, etc.). Per programmi di rilevante dimensione (≥50 milioni di euro, o ≥20 milioni se agricoli), è possibile attivare una procedura fast-track mediante sottoscrizione di Accordi di Sviluppo, che riduce i tempi di valutazione. Le agevolazioni Le agevolazioni sono concesse in forma di finanziamento agevolato (fino al 75% delle spese ammissibili), contributo in conto interessi, contributo in conto impianti, e contributo diretto. L'entità varia in base alla tipologia di progetto, localizzazione e dimensione aziendale. Per le piccole imprese, l'intensità dell'aiuto è aumentata di 20 punti percentuali; per le medie imprese di 10 punti percentuali. L'importo massimo dell'aiuto è 150 milioni di euro per impresa, 200 milioni nelle zone c della Carta regionale, e 350 milioni nelle zone a. A chi si rivolge Imprese italiane o estere di qualsiasi dimensione; programmi realizzati da una o più imprese, anche in forma congiunta con contratti di rete. Il soggetto proponente deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro (industriali/ambientali), 3 milioni (agricoltura), o 3-5 milioni (turismo). Le imprese aderenti devono avere spese non inferiori a 1,5 milioni di euro. Come presentare la domanda Le domande devono essere presentate a Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A.) secondo modalità e modelli indicati nel sito web dell'Agenzia. Le istanze sono valutate nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili. Per programmi di rilevante dimensione (≥50 milioni di euro, o ≥20 milioni se agricoli) è possibile richiedere la sottoscrizione di un Accordo di Sviluppo per procedura fast-track.

  • Finanziamento fino al 75% delle spese ammissibili, con intensità maggiorata per PMI
  • Programmi di investimento strategici di qualsiasi settore (industria, ambiente, agricoltura, turismo)
  • Importo minimo 20 milioni di euro (7,5 milioni per agricoltura/turismo in aree interne)
da 20.000.000 €cleantechrenewable energy
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Contratti di sviluppo - Nuovo sportello semiconduttori

Cos'è Il nuovo sportello per la presentazione di domande a valere sullo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo è dedicato allo sviluppo della filiera nazionale dei semiconduttori. Alla misura sono destinate le risorse del Fondo istituito dall'articolo 23, comma 1 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, che ha una dotazione di 3,292 miliardi di euro. Il Fondo è finalizzato a promuovere la ricerca e lo sviluppo della tecnologia dei microprocessori e l'investimento in nuove applicazioni industriali di tecnologie innovative, anche tramite la riconversione di siti industriali esistenti e l'insediamento di nuovi stabilimenti nel territorio nazionale. I Contratti di sviluppo devono avere ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di un programma di sviluppo industriale o per la tutela ambientale per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti di investimento e, eventualmente, progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Tali programmi devono essere finalizzati, anche attraverso l'attrazione di nuovi investimenti, anche esteri: a) al rafforzamento e allo sviluppo della capacità e dell'industria nazionale di produzione di semiconduttori, attraverso la realizzazione di investimenti concernenti le singole fasi che ne compongono il processo di produzione ovvero più fasi del processo in maniera integrata, e/o b) alla crescita e allo sviluppo tecnologico delle imprese appartenenti alla catena di approvvigionamento dei semiconduttori. A chi si rivolge Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che intendono realizzare i programmi di sviluppo industriale o per la tutela ambientale per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti di investimento e, eventualmente, progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. I programmi possono essere realizzati in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. Come funziona Le agevolazioni finanziarie possono essere concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra di loro: finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, contributo in conto impianti, contributo diretto alla spesa. Le agevolazioni possono essere riconosciute, previa notifica individuale del programma di sviluppo alla Commissione europea, sulla base degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, anche nel quadro del Chips Act. Per i programmi di sviluppo che prevedono spese ammissibili di importo pari o superiore a 50 milioni di euro e quelli per i quali è stata richiesta l'applicazione delle disposizioni del Chips Act, la concessione delle agevolazioni è subordinata alla sottoscrizione di uno specifico accordo tra il Ministero, l'Agenzia e l'impresa proponente. Come presentare la domanda Le istanze per l'accesso alle risorse potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del giorno 30 aprile 2024 tramite la piattaforma dedicata presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La chiusura avverrà ad esaurimento risorse. A chi si rivolge Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione (microimpresa, piccola impresa, media impresa, grande impresa) che intendono realizzare programmi di sviluppo industriale o per la tutela ambientale con uno o più progetti di investimento e eventualmente progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. I programmi possono essere realizzati in forma congiunta anche mediante contratti di rete. Come presentare la domanda Le istanze per l'accesso alle risorse potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del giorno 30 aprile 2024. La presentazione avviene tramite la piattaforma dedicata presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/semiconduttori). La chiusura dello sportello avverrà ad esaurimento risorse.

  • Dotazione di 3.292 miliardi di euro per lo sviluppo della filiera nazionale dei semiconduttori
  • Agevolazioni in forma di finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, impianti e diretto alla spesa
  • Aperto a imprese di qualsiasi dimensione su tutto il territorio nazionale
semiconductorsmicroprocessors
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Credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati

Cos'è Il contributo, sotto forma di credito d'imposta, per incubatori e acceleratori certificati sostiene gli investimenti nel capitale di startup innovative in forma diretta o indiretta, tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente in startup innovative. La misura è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è gestita da Invitalia. La dotazione è di 1,8 milioni di euro all'anno. A chi si rivolge Il contributo è rivolto a incubatori e acceleratori certificati, regolarmente iscritti e attivi nella sezione speciale del registro delle imprese, non sottoposti a procedure concorsuali e privi di sanzioni interdittive. Come funziona Il credito d'imposta si applica nella misura dell'8% su investimenti fino a 500.000 euro per periodo d'imposta, a partire dal 2025. L'investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni. Come presentare la domanda È possibile presentare la domanda tramite PEC dalle 10:00 del 30 marzo 2026, fino a esaurimento delle risorse. A chi si rivolge Il contributo è rivolto a incubatori e acceleratori certificati, regolarmente iscritti e attivi nella sezione speciale del registro delle imprese, non sottoposti a procedure concorsuali e privi di sanzioni interdittive. Come presentare la domanda È possibile presentare la domanda tramite PEC dalle 10:00 del 30 marzo 2026, fino a esaurimento delle risorse.

  • Credito d'imposta dell'8% su investimenti in startup innovative
  • Massimo 500.000 euro di investimento per periodo d'imposta
  • Per incubatori e acceleratori certificati iscritti nel registro imprese
fino a 500.000 €
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Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali

Cos'è Il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali è un incentivo rivolto alle imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Si applica a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Italia. A chi si rivolge L'agevolazione è destinata a tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime contabile. Sono incluse anche le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, gli esercenti arti e professioni, i soggetti aderenti al regime forfetario, le imprese agricole e le imprese marittime. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 231/2001. Come funziona Il credito d'imposta varia in base alla tipologia di bene strumentale e all'anno di investimento. Per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (Allegato A), nel 2025 il credito è del 20% fino a 2,5 milioni di euro, 10% oltre i 2,5 milioni fino a 10 milioni, e 5% tra 10 e 20 milioni. Per i beni immateriali tecnologicamente avanzati (Allegato B), il credito è del 15% nel 2024 nel limite massimo di 1 milione di euro. Gli investimenti devono essere completati entro il 30 giugno 2026, con pagamento di almeno il 20% dell'acconto entro il 31 dicembre 2025. Il limite di spesa complessivo per il 2025 è di 2,2 miliardi di euro. Come presentare la domanda Le imprese devono trasmettere una comunicazione preventiva entro il 31 gennaio 2026 tramite la piattaforma GSE (areaclienti.gse.it), indicando gli investimenti previsti e il relativo credito d'imposta. Entro 30 giorni dalla comunicazione preventiva, deve essere inviata una seconda comunicazione attestante il pagamento di almeno il 20% del costo dell'investimento. Al termine degli investimenti, l'impresa deve trasmettere una comunicazione di completamento entro il 31 gennaio 2026 per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025, o entro il 31 luglio 2026 per gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026. Per i beni di costo unitario superiore a 300.000 euro è richiesta una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale; per i beni di costo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante. A chi si rivolge Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. Il credito d'imposta è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole ed alle imprese marittime. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive. Come presentare la domanda Le imprese devono accedere alla piattaforma GSE (areaclienti.gse.it) tramite SPID e presentare una comunicazione preventiva entro il 31 gennaio 2026, indicando gli investimenti previsti. Entro 30 giorni, deve essere inviata una comunicazione di conferma dell'acconto (almeno il 20% del costo dell'investimento). Al completamento degli investimenti, la comunicazione di completamento deve essere trasmessa entro il 31 gennaio 2026 per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025, o entro il 31 luglio 2026 per quelli completati entro il 30 giugno 2026. La firma elettronica qualificata del Rappresentante Legale è obbligatoria.

  • Credito d'imposta dal 5% al 20% sui beni strumentali materiali, fino al 15% per i beni immateriali
  • Limite di spesa complessivo di 2,2 miliardi di euro per investimenti 2025-2026
  • Rivolto a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da dimensione e settore
deep techdigitalization